Il documento programmatico per il 2009 – 2010
Se l’immagine che, dal centro nazionale, è stata proposta per quest’anno è quella della Casa, a livello diocesano potremmo pensare alla nostra come ad una bella casa di valore, accogliente e ricca di tanti oggetti della memoria, ma che necessita di qualche lavoro di manutenzione e dello spostamento di qualche mobile per renderla ancora più accogliente e adatta alle nuove esigenze della famiglia.
1. Organismi associativi
La famiglia di Ac della nostra arcidiocesi ha bisogno soprattutto di rilanciare e rivitalizzare gli organismi associativi: in particolare saranno da curare le équipe di settore, affinché diventino sempre più luogo di mediazione tra la progettazione del Consiglio diocesano e la realizzazione delle iniziative sul territorio. Le équipe possono diventare un luogo formativo privilegiato per la crescita di nuove responsabilità associative, locali e diocesane.
Occorrerà prestare attenzione alla verbalizzazione e archiviazione degli incontri e delle iniziative intraprese dagli organismi diocesani e periferici, per dare valore alle scelte fatte insieme e offrire strumenti che aiutino la partecipazione e l’assunzione di responsabilità da parte di tutti.
Di particolare rilevanza è poi per la nostra associazione diocesana la cura nel far crescere e maturare il funzionamento dei Coordinamenti di zona, previste dal nostro Atto normativo diocesano, attraverso l’affidamento ad essi dell’organizzazione di specifici eventi oppure valorizzando il loro ruolo nell’organizzazione e promozione delle settimane associative.
La cura delle relazioni richiederà inoltre uno sforzo supplementare quest’anno per una Presidenza diocesana che diventi quanto più possibile itinerante e vada ad incontrare le singole realtà parrocchiali o zonali, utilizzando tutte le occasioni propizie per evitare sovraccarichi di impegno.
2. La formazione
Confermando la validità delle iniziative intraprese negli anni passati, si auspica di poter pensare a momenti formativi unitari indirizzati a tutti gli educatori e responsabili di Ac su tematiche di particolare rilevanza formativa. Occorrerà esercitare un po’ di fantasia per sperimentare modalità e schemi nuovi sul piano metodologico, accogliendo la scelta della modularità già sperimentata a livello nazionale.
Su questo punto in particolare ci si attiverà per dar vita ad un Laboratorio diocesano della formazione, come previsto dal nuovo Progetto formativo, che avrà come fine quello di curare la formazione degli educatori e dei responsabili e di sperimentare nuovi percorsi educativi.
Leggendo i bisogni educativi dei giovani e delle famiglie si sente l’urgenza di dar vita, anche nella nostra diocesi, al Movimento studenti e al Movimento di Impegno educativo. Non possiamo, in piena emergenza educativa, sprecare le opportunità formative che abbiamo a disposizione nel nostro paniere associativo.
3. Collaborazioni
Nell’anno dedicato alle relazioni una cura particolare sarà dedicata alla ricerca di collaborazioni e di apertura con altre associazioni su iniziative e temi che vedono l’Ac in sintonia con altri laici associati. Anche la ricerca di sponsorizzazioni per specifiche iniziative — sempre da sottoporre all’approvazione del Consiglio diocesano — dovrebbe rientrare piuttosto nella necessità di aprirsi al tessuto economico e sociale del territorio e non essere vista come semplice raccolta di denaro.
4. La comunicazione
Il valore aggiunto della nostra associazione è costituito dall’intreccio di relazioni che si sono costruite negli anni sia a livello personale sia a livello di organismi associativi. Esso va sostenuto con l’utilizzo di nuovi strumenti (sito web, posta elettronica, social network …) che non vanno interpretati come sostitutivi ma come integrativi della comunicazione autentica che, fondamentalmente, si regge sullo scambio relazionale personale e sulla condivisione di una comune esperienza di comunione eucaristica.
Da questo punto di vista diventerà sempre più centrale il ruolo della segreteria sia a livello diocesano sia parrocchiale. Sarà opportuno pensare alla formazione di una équipe anche per questo ambito. Ad essa è assegnata un compito delicato e decisivo per il futuro di questa associazione: garantire i passaggi democratici dell’associazione, sostenere l’adesione, accompagnare e rendere condivisa la programmazione, assicurare il funzionamento e diventare punto di riferimento sicuro per quanti sono in difficoltà.