Nel segno della tradizione
Nel segno della tradizione. Potrebbe essere questo lo slogan più adatto a definire la due giorni di inizio giugno che, come ormai da alcuni anni, ha visto l’Azione Cattolica diocesana ritrovarsi a Monte Sant’Angelo per compiere il pellegrinaggio unitario verso l’Abbazia di Pulsano. Nove chilometri a piedi lungo una strada che indica, appunto, una tradizione che si rinnova di anno in anno, coinvolgendo ogni volta un numero sempre maggiore di soci e simpatizzanti.
L’evento è cominciato la sera del primo giugno con l’arrivo a Monte Sant’Angelo dei giovani dell’Azione Cattolica confluiti in numerosi gruppetti da diversi paesi della diocesi, accolti dalle parrocchie del paese garganico che hanno offerto loro ospitalità.
C’è voluto poco in realtà perché, subito dopo aver riposto i propri bagagli e preparato il sacco a pelo per la notte, si diffondesse nell’aria un clima di festa che contagiasse giovani ed educatori intervenuti all’appuntamento. Prima tappa del programma serale con tema l’amicizia è stata la veglia di preghiera presso la parrocchia dell’Immacolata Concezione dal titolo «Per un AmiCo in più» alla quale sono seguiti momenti di svago che hanno trovato il loro culmine in un’esaltante gara di Karaoke. Probabilmente c’era ancora voglia di rimanere svegli quando è giunta l’ora del riposo, appena dopo la recita della compieta a mezzanotte circa, e tuttavia il pensiero del cammino a piedi che attendeva i ragazzi il giorno successivo deve aver assopito anche i più vivaci tra di loro.
Il 2 giugno il pellegrinaggio unitario ha preso avvio presso la località «La Croce», luogo di ritrovo di tutti i partecipanti, compresi coloro che hanno raggiunto Monte Sant’Angelo direttamente al mattino.
L’eterogeneo gruppo, composto da trecento fra giovani ed adulti dell’AC, ha cominciato a muoversi a piedi alle 9.30 circa giungendo a Pulsano dopo circa tre ore di cammino ed alcuni momenti di preghiera «itinerante». Qui si è celebrata la Messa durante la quale don Stefano Mazzone, assistente unitario dell’Azione Cattolica diocesana, ha rimarcato il senso del servizio che deve accompagnare e sempre orientare l’impegno dell’AC a tutti i livelli in cui opera: «un concetto, quello del servizio sul quale occorre soffermarsi a riflettere attentamente» – ha detto il presbitero.
La giornata è proseguita con il pranzo consumato nello spirito di condivisione negli spazi dell’abbazia pulsanese e con incontri dei gruppi giovani ed adulti, per concludersi, infine, con la «festa del passaggio» durante la quale i ragazzi dell’ultimo anno dell’ACR sono “ufficialmente” entrati nel gruppo giovani. Un transito, questo, che ha rimandato all’idea del cammino, motivo di fondo del pellegrinaggio del 2 giugno e segno più evidente di quella tradizione che si rinnova e che promette di consolidarsi sempre più negli anni a venire.
Adamo Brunetti