Uomo e donna nel progetto cristiano
E’ stata affidata al nostro vescovo, mons. Domenico D’Ambrosio, la chiusura, mercoledì 21 maggio scorso, del seminario di bioetica dal titolo «La sessualità tra identità e genere» organizzato dal settore adulti dell’Azione Cattolica diocesana in collaborazione con l’Arcidiocesi di Manfredonia Vieste San Giovanni Rotondo. L’incontro svoltosi a Palazzo dei Celestini è stato l’ultimo di una serie di 6 appuntamenti che hanno visto nell’arco degli ultimi 3 mesi affrontare il tema della sessualità e della famiglia in una prospettiva trasversale: da quella genetica a quella psicologica, dalla dimensione sociologica a quella filosofica per giungere al quadro della legislazione europea in materia di famiglia tracciato dal prof. Giulio Gentile dell’Università di Bari nel penultimo appuntamento, il 14 maggio. Un particolare, quello del metodo multidisciplinare seguito dal seminario, sottolineato anche dal presidente diocesano dell’Azione Cattolica che ha aperto l’incontro conclusivo di mercoledì scorso introducendo la relazione dell’Arcivescovo intitolata «Uomo – donna tra legge naturale e progetto cristiano».
Monsignor D’Ambrosio ha impostato il suo intervento partendo da tre brani delle Sacre Scritture, due dell’Antico Testamento – rispettivamente Genesi 1, 24-31 e Genesi 2, 7; 18 – 25 sui primordi della creazione – ed uno del Vangelo di Matteo ( precisamente 19, 3 – 9, passo ove è riportata la lettura che Gesù fa della creazione): se, infatti – è stata l’argomentazione del presule – è dal punto di vista cristiano che va osservato il rapporto uomo-donna, non si può prescindere da un riferimento puntuale ai Testi che quel punto di osservazione e quel rapporto svelano in modo chiaro e preciso.
Oltre alla Bibbia, l’arcivescovo ha fatto spesso riferimento durante la sua relazione al pensiero di papa Giovanni Paolo II, di cui sono noti l’incessante impegno pastorale nei confronti del tema familiare e le non poche catechesi dedicate a tale argomento nei ventisette anni di pontificato.
Nel pensiero di mons. D’Ambrosio l’unione uomo-donna trae la sua origine dalla creazione, e precisamente quando Dio, resosi conto che l’uomo non potesse vivere solo, creò la donna plasmandola da una costola dell’uomo. Il che significa che costei nasce dalla stessa vita dell’uomo e che entrambi esprimono tutto l’essere nella sua unità. E’ alla luce di queste considerazioni che si giustifica il principio dell’indissolubilità del matrimonio cristiano il quale non è affatto un “capriccio” della Chiesa Cattolica, ma un valore ricavabile dalle radici dell’esistenza umana.
Accade così che ogni volta che l’uomo e la donna si uniscono riscoprono la creazione e, dunque, la loro umanità in un rapporto vissuto nella sua dimensione sponsale, vale a dire di dono della propria vita all’altro.
Adamo Brunetti