Mons. D'Ambrosio nuovo arcivescovo di Lecce
«Ora però, per un po’, è necessario per voi e per me - ha scritto l'Arcivescovo alla chiesa di Lecce - l’esercizio della virtù della pazienza che non morde i freni né scalpita, ma sa attendere». Il riferimento è all'attesa visita del Papa il prossimo 21 giugno a San Giovanni Rotondo.| “Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre…”(Gen 12,1) | |
MESSAGGIO DELL’ARCIVESCOVO ALLA CHIESA DI
MANFREDONIA – VIESTE – SAN GIOVANNI ROTONDO
In questi mesi, in queste settimane, in questi giorni, più e più volte nel tempo della preghiera e nel tempo delle quotidiane occupazioni, mi tornavano alla mente e risuonavano in un cuore lacerato, queste parole del Signore ad Abram. In questo tempo mi è sembrato di essere in lotta come Giacobbe. Una notte lunga, oscura, confusa, con incubi vari. Una lotta contro le paure, le incertezze, con il desiderio fortemente inseguito di poter scoprire e con chiarezza il segno di Dio per arrivare alla pace dei sensi. Ma queste attese e questi profondi desideri non ancora sono arrivati al traguardo, nonostante la risposta alla richiesta di una ‘obbedienza oblativa’. Ormai il si è pieno e definitivo. read more…
di Giulio Saraceni
(Delegato Regionale A.C. Abruzzo-Molise)
Vivere e gustare le celebrazioni della Settima Santa è sempre stata per me un’esperienza bella e significativa, una tappa importante del cammino spirituale della mia vita, fin da bambino, con l’impegno quaresimale fatto di piccole cose, piccole rinunce, piccoli “fioretti”, utili a migliorare e convertire il proprio stile di vita.
La Settima Santa 2009, ha assunto una dimensione chiaramente più forte, meno emozionale a livello liturgico, ma evidentemente più reale e vicina alla dimensione umana del dolore, della sofferenza, della morte.
L’immane tragedia del sisma in Abruzzo, ha scosso le coscienze del mondo intero, fermando, forse, almeno per un attimo, la frenesia del nostro tempo pieno di cose da fare, di cose da pensare, di cose da produrre, di cose da spendere; la domanda che ci siamo posti e continuiamo a porci tutti è: perché?
Per la fredda mente umana non ci possono essere risposte razionali; occorre rifugiarsi nel fato, nel destino, nella sfortuna, nell’assenza di Dio.
Passare per le strade di L’Aquila e di tutti i paesi intorno dilaniati dalla furia della natura, guardare la desolazione della distruzione e delle rovine, ascoltare il silenzio assordante di paesi fantasma, direttamente e non solo con le immagini televisive ed i racconti della stampa, amplifica sempre più questa incessante domanda di senso: perché?
Le macchie blu delle tendopoli, più o meno grandi, che si incontrano sempre più frequenti lungo i vari chilometri che collegano San Pio delle Camere a L’Aquila, lungo la valle di Navelli, accrescono questo senso di angoscia e di desolazione; e la domanda riecheggia sempre più forte: perché?
Assistere impotenti all’interminabile fila di bare deposte nel piazzale della caserma della Finanza a Coppito il giorno del funerale di Stato; incrociare gli sguardi increduli ed assenti dei parenti e degli amici delle vittime, composti nel silenzio del loro dolore inconsolabile; fissare nella mente l’immagine di piccole bare bianche di bambini poggiate delicatamente sulle bare dei genitori come in un abbraccio eterno ed inscindibile; verificare la presenza di tutto lo Stato, nelle sue massime figure istituzionali, civili e militari, così forte, così potente, così ricco, così laico, ma allo stesso tempo così impotente, forse responsabile, in parte, con silenzi, mancati controlli, proroghe e disapplicazioni di norme e regolamenti; e la domanda mi assale fino in fondo al cuore: perché???
Poi mi accorgo di tanta gente attorno che si stringe al dolore di questa terra, migliaia di volontari, protezione civile, Croce Rossa, forze dell’ordine; prendo atto di un’Italia intera che si mobilita per offrire la propria solidarietà ed il proprio contributo, di ogni genere e con molteplici modalità; finanche i detenuti del carcere di Chieti promuovono una colletta per i terremotati; avverto la vicinanza dell’intera Azione Cattolica Nazionale, ad iniziare dal Presidente, la Presidenza, il Centro Nazionale, che mi chiama o invia un messaggio o un e-mail per esprimere la propria attenzione ed assicurare la propria presenza, Delegazioni Regionali di AC, Presidenze Diocesane, amici incontrati per strada durante il lungo percorso associativo; verifico il tempestivo intervento delle Caritas Diocesane delle Chiese sorelle d’Abruzzo e Molise e poi della Caritas Nazionale e di tutto il mondo del laicato e del volontariato cattolico e non; emerge, quindi, dalle rovine del terremoto, uno Stato presente ed organizzato, una società solidale, una Chiesa comunità, un’Azione Cattolica grande famiglia.
La Settimana Santa, il Venerdì Santo, la passione del Signore, si concretizzano nella passione di un intero popolo che vive con grande dignità il dramma e la follia della Croce e della morte, che implora il Padre perché “passi questo calice amaro“, che muore ingiustamente su un calvario scosso dalla forza della natura, che viene sepolto nel silenzio di centinaia di tombe, ovvero spogliato di tutto, affetti, casa, lavoro, quotidianità, ma che attende con dignità, fermezza e speranza il terremoto della Resurrezione che rotolerà i sassi delle macerie per ricominciare a vivere, a sperare, a credere, nella certezza che i nostri cari ci hanno solo preceduto e ci aspettano gioiosi nella Gerusalemme celeste al cospetto di Dio Padre, Creatore, Amore.
E’ Cristo morto e risorto la risposta ai tanti perché!
La morte è vinta!
I sudari impregnati di sangue, polvere, dolore, distruzione, disperazione, tergono le nostre lacrime, leniscono le nostre ferite, ci avvolgono nella luce splendente del Risorto.
La certezza della resurrezione dà il vero senso alla nostra vita, al nascere, all’essere, al morire.
E la catena di solidarietà e di condivisione riallacciata in un Italia normalmente divisa da tutto ed in tutto, è il segno più chiaro ed evidente della presenza di Cristo e del germe della vita eterna in ciascun uomo; non perdiamo, ancora una volta, l’occasione per seminare pace, speranza ed amore nel modo intero, iniziando da noi stessi, dalle nostre famiglie e dalle nostre comunità civili e parrocchiali, per una vera conversione del cuore e della vita.
Tradiremmo il nostro dovere di figli di un Dio Risorto e le vittime del sisma del lunedì’ santo 2009 sarebbero morte invano.
La nostra solidarietà e presenza tra i fratelli colpiti dal terremoto, continui soprattutto dopo che i riflettori e la copertura mediatica saranno spenti ed assopiti dall’avvento di nuove e più fresche notizie di attualità.
Dopo il primo intervento immediato per assicurare generi e beni di prima necessità a quei paesi dove la macchina dei soccorsi non era ancora arrivata, attivato nel giro di pochissime ore con il contributo delle presidenze diocesane ed il coordinamento della delegazione regionale, di concerto con la Caritas della Diocesi di Avezzano, si ritiene di assicurare per il breve termine un accompagnamento ed una presenza nei week-end e nelle liturgie domenicali in modo particolare nelle piccole comunità in loco, nonché l’assistenza agli sfollati presso le dimore provvisorie messe a disposizione nelle località costiere o dell’entroterra; nel medio e lungo termine si pensa di attivare dei gemellaggi tra parrocchie o tra diocesi e parrocchie, sempre di concerto con la Caritas, e successivamente convogliare nei luoghi del sisma campi di lavoro, di presenza, di collaborazione, di solidarietà per contribuire in forme diverse alla ricostruzione morale e materiale.
Il Signore Risorto sostenga ciascuno di noi nel piccolo ma doveroso contributo di amore, solidarietà e presenza.
Spunti per la riflessione e la preghiera
Settimana Santa 2009
Spunti per la riflessione e la preghiera
Domenica 29 marzo 2009
Incontro di preghiera
(a cura di Franco & Filomena)
La strada è lunga: alle volte tortuosa, ogni tanto si restringe. Poi la salita, difficile, richiede attenzione, sforzo… Incroci, stop, discese dove si può correre di più. Una sosta, ogni tanto…Ma quando arriveremo?
Dov’è la meta, esattamente? Ecco che la Tua Parola, di questo tempo di Quaresima assume una luce nuova: ci lascia intravedere il destino, la meta di chi, con umiltà e coraggio, decide di dedicare la sua esistenza a rispondere positivamente all’amore del Padre che ci regala risurrezione e vita eterna. La strada è lunga, ma so dove mi porta…
Mese della pace
«C’è una povertà, un’indigenza, che Dio non vuole e che va “combattuta” ; una povertà che impedisce alle persone e alle famiglie di vivere secondo la loro dignità; una povertà che offende la giustizia e l’uguaglianza e che, come tale, minaccia la convivenza pacifica. In questa accezione negativa rientrano anche le forme di povertà non materiale che si riscontrano pure nelle società ricche e progredite: emarginazione, miseria relazionale, morale e spirituale. »
«Nel mio Messaggio ho voluto ancora una volta, sulla scia dei miei Predecessori, considerare attentamente il complesso fenomeno della globalizzazione, per valutarne i rapporti con la povertà su larga scala. Di fronte a piaghe diffuse quali le malattie pandemiche, la povertà dei bambini e la crisi alimentare, ho dovuto purtroppo tornare a denunciare l’inaccettabile corsa ad accrescere gli armamenti. Da una parte si celebra la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo , e dall’altra si aumentano le spese militari, violando la stessa Carta delle Nazioni Unite , che impegna a ridurle al minimo. Inoltre, la globalizzazione elimina certe barriere, ma può costruirne di nuove, perciò bisogna che la comunità internazionale e i singoli Stati siano sempre vigilanti; bisogna che non abbassino mai la guardia rispetto ai pericoli di conflitto, anzi, si impegnino a mantenere alto il livello della solidarietà. » (Benedetto XVI – Omelia del 1 gennaio 2009)
don Giuseppe Masiero
assistente centrale del settore adulti
La spiritualità laicale via di santità
sabato 21 febbraio 2009
ore 15 – 18
Auditorium Parrocchia Maria Immacolata
Viale della Repubblica – Modugno (BA)
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Si focalizzerà l’attenzione sul tema della santità laicale, filo conduttore che attraverserà unitariamente la programmazione di questo triennio associativo “Chiamati ad essere santi insieme”.
E’ un invito esplicito, rivolto dall’associazione a tutti i suoi aderenti, a crescere in santità per esprimere nel mondo una fisionomia di spiritualità laicale radicata nel Vangelo.
Si avvicina il tradizionale appuntamento con gli esercizi spirituali proposti dall’Ac diocesana. L’ appuntamento è presso “Il Cenacolo Santa Chiara”, Via S. Salvatore a San Giovanni Rotondo.
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Gli incontri si terranno a partire dal pomeriggio di Venerdì 2 Gennaio 2009, con inizio delle meditazioni alle ore 16.00 e si protrarranno fino alle ore 12.00 di lunedì 5 Gennaio 2009 (compreso il pranzo).
Tema del corso di quest’anno sarà “Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno” (Fil 1,21) e sarà diretto da don Stefano Mazzone (assistente diocesano)
ALCUNE NOTE TECNICHE
- La quota di partecipazione per il vitto , l’alloggio e l’iscrizione è stabilita in Є 130.oo(centotrenta) per ogni adulto.
- I giovani saranno ospiti presso famiglie o appartamentini indipendenti in San Giovanni Rotondo.
- Per coloro che vorranno fermarsi solo a pranzo la quota è di euro Є 15.oo presso il Cenacolo.
- Sempre per i giovani, c’è un self-service che consente un pranzo e una cena a prezzi meno esosi.
- Le adesioni dovranno essere comunicate entro il 25 Dicembre 2008 a Lucia SABATINI
- Per ulteriori chiarimenti si può fare riferimento ai responsabili diocesani di settore.
Per ricevere i recapiti telefonici dei responsanbili o ulteriori informazioni è possibile riempire il modulo Contatti in questo blog.
L’annuncio è stato dato dal nostro arcivescovo, mons Domenico D’Ambrosio, durante la celebrazione eucaristica dell’otto dicembre a Santa Maria delle Grazie in San Giovanni Rotondo. La notizia era nell’aria. Ora finalmente è ufficiale: il papa Benedetto XVI sarà a San Giovanni Rotondo il 21 giugno 2009. E’ tempo di gioire e cominciare a prepararsi a questo grande evento di festa per tutta la nostra diocesi.
Si arricchisce ogni settimana di più la nostra pagina “materiali“, grazie al contributo che Filomena e Franco, educatori del Carmine di Monte Sant’Angelo, offrono mettendo a disposizione alcuni schemi di preghiera che settimanalmente preparano per i giovani della parrocchia in preparazione alla liturgia della domenica. Si possono utilizzare così come sono o facilmente adattarli alle situazioni del proprio gruppo o parrocchia. Non sono male per la propria formazione personale o anche solo per trovare spunti di riflessione da portare nel proprio gruppo.
Se li utilizzate, lasciate un commento. “Mettere in rete” significa anche questo.
Oggi ogni lacrima è asciugata dalle mani di Dio,
ogni tomba è una porta
che si apre sulla luce della Pasqua:
non temo la morte,
ma una vita sbagliata.